La trattativa sul rinnovo del contratto relativo alla mobilità del personale scolastico iniziata lo scorso ottobre con un calendario di incontri serrato è ormai in stallo.

Il Ministro dell’istruzione e del Merito ha convocato l’ultimo tavolo il 14 dicembre da allora tutto si è arenato e le varie interlocuzioni a latere hanno avuto un esito piuttosto “attendista”,  ritardando così la possibilità di arrivare ad una soluzione definitiva e nei tempi concordati.

Uno dei nodi centrali della trattativa è il superamento del vincolo triennale di permanenza nell’istituzione scolastica come FLC CGIL abbiamo proposto un emendamento che è stato stralciato dal Consiglio dei Ministri perché ostativo nel programma di realizzazione del PNRR di cui il DL 36/22 è decreto attuativo

Per quanto riguarda i docenti assunti prima del 1 settembre 2022, che hanno quindi già assolto il periodo di prova e formazione in precedenza, non esiste legge che imponga il triennio di permanenza sulla sede; tutti devono poter accedere alla mobilità ai sensi dell’unico principio regolatore rimasto, individuato dal CCNL 2018 art.22 c.4 a1, dove si prevede il vincolo solo in caso di esito ottenuto nella domanda volontaria su preferenza puntuale nonché, esteso, all’interno del medesimo comune.

Come FLC CGIL rivendichiamo che l’intera materia della mobilità sia parte integrante del CCNL (la discussione all’ARAN non è ancora iniziata) e del CCNI: solo intraprendendo questo percorso si riusciranno a tenere in equilibrio le esigenze di funzionamento delle scuole e la qualità dell’offerta formativa, con le attese di decine di migliaia di docenti, i cui bisogni non devono essere considerati come ultimi della fila.

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