Generale

Recupero dello scatto 2013 ai fini della progressione stipendiale del personale della scuola


Il blocco dell’anno 2013 ad opera della legge 122/2010 (e legge 111/2011) voluta dal Governo Berlusconi -Tremonti, ha comportato un allungamento della progressione di carriera del personale.

La FLC CGIL ha sempre rivendicato il ripristino della validità del 2013, ma i diversi Governi che si sono succeduti hanno sempre respinto la nostra richiesta, rifiutando di stanziare le risorse necessarie a superare il blocco. 

La FLC CGIL in tutti questi anni non è rimasta a guardare, come hanno fatto altre organizzazioni che anzi con la stipula di contratti separati hanno avallato quella scelta salvo ora ricredersi contraddicendo sé stessi; anzi, ha sempre rivendicato

  • il ripristino della validità del 2013
  • il rinnovo dei contratti nazionali pubblici
  • le progressioni di carriera per anzianità negli anni 2011-2012-2013
  • il ripristino del gradone 0-2
  • il ripristino delle posizioni economiche ATA

      promuovendo mobilitazioni, astensioni dal lavoro, vertenze.

      La via giudiziale, intentata in passato, finalizzata al riconoscimento di questo diritto si è dimostrata impervia. Si tratta infatti di sollevare la questione della legittimità costituzionale della norma, tramite un’ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale che pronunciandosi in un caso simile sul congelamento degli scatti di anzianità dei docenti universitari (sentenza 310/2013), ha affermato la legittimità della disposizione legislativa ritenendo prevalenti le ragioni di contenimento della spesa. Invece la sentenza della Corte Costituzionale n. 178/15 ha sancito l’illegittimità del blocco della contrattazione nazionale ma niente dice sul tema del recupero dello scatto 2013, senza considerare il fatto che le retribuzioni si sono “sbloccate” – grazie anche ad un ricorso vinto dalla FLC CGIL- per effetto del rinnovo contrattuale del triennio 2016-2018 e con la prima parte del rinnovo contrattuale 2019-2021

      Se è vero che esiste un’emergenza salariale diffusa, fare una vertenza sul recupero dello scatto 2013, fuori da una rivendicazione contrattuale che tenga conto delle esigenze di tutti i lavoratori, rischia di essere un’azione parziale.

      È dentro i rinnovi contrattuali che si devono trovare le risposte, le aule dei tribunali possono essere utili per rimuovere alcuni ostacoli, ma l’equilibrio delle risposte da dare ad una intera categoria hanno bisogno di una visione complessiva con strumenti di tutela collettiva. Per queste ragioni discuteremo e valuteremo le ulteriori iniziative da intraprendere sul piano sindacale e legale al fine di tutelare pienamente i nostri iscritti e fornire risposte nei confronti di azioni intraprese da altri.

      Continueremo a tenervi aggiornati sulla trattativa contrattuale e le azioni di mobilitazione per perseguire gli obiettivi prefissati.

      Potrebbe anche interessarti...

      Lascia un commento

      Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *