Report informazione ORGANICO DOCENTI Anno scolastico 2026.27
Ambito territoriale di Frosinone
In data 29/04/2026 presso gli uffici dell’USP Frosinone si è svolto l’incontro di informazione relativo all’organico del personale docente per l’anno scolastico 2026/2027, con particolare riferimento alla situazione della provincia di Frosinone, alla distribuzione dei posti, alla formazione delle classi, alle ricadute sui soprannumerari e alle principali criticità segnalate dalle istituzioni scolastiche e dalle organizzazioni sindacali.
L’incontro si apre con alcune osservazioni preliminari da parte delle organizzazioni sindacali, che evidenziano la forte preoccupazione legata ai tagli nazionali e, in particolare, alla possibile ricaduta territoriale della riduzione di posti. Viene segnalato che alcune scuole, attraverso la visualizzazione dei dati caricati a sistema, starebbero già rilevando possibili situazioni di contrazione di organico e di soprannumerarietà. Le organizzazioni sindacali sottolineano che, in diversi casi, i lavoratori stanno già predisponendo o chiedendo informazioni sulle domande da presentare, anche se il quadro non risulta ancora pienamente definito.
Viene pertanto evidenziata la necessità di evitare allarmismi non necessari, ma anche di assicurare alle organizzazioni sindacali un’informativa tempestiva, completa e dettagliata, in modo da consentire una corretta assistenza al personale interessato.
L’Amministrazione precisa che la situazione è ancora in evoluzione e che gli uffici sono impegnati in un lavoro particolarmente complesso, anche a causa della tempistica molto ravvicinata, delle nuove modalità di caricamento dei dati e delle ricadute della riforma degli istituti tecnici e professionali.
Quadro generale dell’organico docenti
L’Amministrazione comunica che l’organico docenti per l’a.s. 2026/2027 muove dalla nota dell’Ufficio Scolastico Regionale ricevuta ufficialmente in data 23 aprile, nota n. 44691, la quale recepisce la dotazione organica trasmessa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con nota n. 10164.
Per la provincia di Frosinone sono stati assegnati complessivamente 5.699 posti comuni in organico di diritto.
L’Amministrazione evidenzia che il contingente assegnato risulta sostanzialmente confermato rispetto all’anno precedente per quanto riguarda il totale dei posti comuni, ma precisa che la novità rilevante consiste nel fatto che quest’anno i numeri assegnati risultano particolarmente vincolati e blindati, con margini di compensazione molto ridotti rispetto agli anni precedenti.
Viene inoltre precisato che l’organico di fatto risulterebbe estremamente limitato: l’Amministrazione riferisce che, rispetto alla dotazione di fatto prevista per Frosinone, si sarebbe sotto di sole due unità. Di conseguenza, secondo quanto rappresentato, non vi sarebbero margini significativi per successive compensazioni in organico di fatto, né per sdoppiamenti o ulteriori aperture di classi che comportino aumento di posti.
Distribuzione dei posti per ordine di scuola
L’Amministrazione comunica la seguente ripartizione dei posti comuni assegnati:
| Ordine di scuola | Posti assegnati |
| Scuola dell’infanzia | 855 |
| Scuola primaria | 1.650 |
| Scuola secondaria di I grado | 1.175 |
| Scuola secondaria di II grado | 2.019 |
| Totale | 5.699 |
Viene precisato che tale ripartizione è stata costruita tenendo conto dei vincoli ministeriali, delle classi autorizzabili, della presenza di situazioni territoriali particolari e della necessità di contenere il numero complessivo entro il contingente assegnato.
Andamento della popolazione scolastica e calo degli alunni
L’Amministrazione illustra il quadro relativo al calo degli alunni nella provincia di Frosinone.
Secondo i dati riportati nel corso dell’incontro, il totale degli alunni per l’anno scolastico 2026/2027 risulta pari a circa 59.005, a fronte dei circa 60.436 dell’anno precedente, con una diminuzione complessiva di circa 1.431 alunni.
Viene rappresentato che tale calo ha inciso in modo significativo sulla determinazione dell’organico e sulla possibilità di autorizzare classi, in particolare nei casi in cui negli anni precedenti erano state mantenute classi numericamente molto ridotte.
Nel corso del confronto emergono alcune divergenze tra i dati in possesso dell’Amministrazione e quelli rilevati da altre fonti o da elaborazioni sindacali. In particolare, vengono richiamati dati relativi ai diversi ordini di scuola:
- scuola dell’infanzia;
- scuola primaria;
- scuola secondaria di I grado;
- scuola secondaria di II grado.
Le organizzazioni sindacali chiedono che i dati aggiornati e definitivi vengano trasmessi, anche per poter verificare eventuali scostamenti e comprendere con maggiore precisione la distribuzione del calo degli alunni.
L’Amministrazione si impegna a fornire i dati disponibili, precisando tuttavia che alcune elaborazioni sono state estrapolate in tempo reale dal sistema e che possono esserci differenze dovute a movimenti, trasferimenti di alunni o aggiornamenti ancora in corso.
Classi attivate e riduzione rispetto all’anno precedente
L’Amministrazione riferisce che, rispetto all’anno scolastico precedente, si registra una riduzione delle classi attivate.
Secondo i dati comunicati nel corso dell’incontro, risultano:
| Ordine di scuola | Differenza classi rispetto all’anno precedente |
| Scuola dell’infanzia | -20 classi |
| Scuola primaria | -35 classi |
| Scuola secondaria di I grado | -7 classi |
| Scuola secondaria di II grado | -27 classi |
L’Amministrazione sottolinea che, in particolare per la scuola secondaria di II grado, il decreto e le indicazioni ministeriali hanno fissato un numero massimo di classi non superabile. Per la provincia di Frosinone il limite indicato è pari a 1.142 classi complessive per la secondaria di II grado.
Viene precisato che nell’anno precedente le classi erano 1.169, mentre per il 2026/2027 il limite è stato fissato a 1.142, con una riduzione di 27 classi.
L’Amministrazione chiarisce che tale numero non può essere superato nemmeno attraverso l’organico di fatto. Per questo motivo tutte le classi autorizzabili sono state già inserite in organico di diritto, senza lasciare margini per successivi sdoppiamenti.
Criteri utilizzati per la formazione delle classi
L’Amministrazione spiega che il lavoro sulla formazione delle classi è stato condotto con particolare attenzione al rispetto della normativa vigente, dei parametri numerici e dei vincoli ministeriali.
Viene affermato che, negli anni precedenti, in provincia si erano consolidate situazioni non sempre coerenti con i parametri ordinari, con classi particolarmente ridotte, articolazioni non sempre sostenibili e gruppi di 10, 12 o pochi più alunni, soprattutto nella scuola secondaria di II grado.
In particolare, viene precisato che:
- non sono state autorizzate classi prime con numeri troppo bassi, salvo situazioni territoriali particolari o motivate;
- in presenza di più indirizzi scelti da piccoli gruppi di alunni, le scuole sono state invitate a riorientare le famiglie e gli studenti verso un’unica opzione praticabile;
- nelle classi terze della secondaria di II grado, dove si operano scelte di indirizzo o articolazione, sono state evitate divisioni in gruppi troppo piccoli;
- le articolazioni sono state autorizzate solo nei casi consentiti dal sistema e dalla normativa;
- laddove il sistema non consentiva l’inserimento di determinate articolazioni, ciò è stato interpretato come indicazione della non legittimità della relativa configurazione.
L’Amministrazione precisa che, per le scuole secondarie di II grado, il lavoro non si è limitato alle classi prime, ma ha riguardato anche situazioni intermedie, in particolare le future classi terze, dove si determinano scelte di indirizzo che possono incidere in modo significativo sull’organico.
Viene inoltre sottolineato che, nei casi più delicati, i dirigenti scolastici sono stati contattati direttamente, convocati e coinvolti nella scelta della soluzione meno penalizzante. In alcuni casi, secondo quanto riferito, sono stati gli stessi dirigenti a indicare quale classe o articolazione accorpare o non attivare.
Classi in deroga
L’Amministrazione comunica che sono state attivate 81 classi in deroga.
Viene precisato che tali deroghe riguardano diversi ordini di scuola e non soltanto le classi prime. Possono quindi interessare:
- sezioni della scuola dell’infanzia;
- classi della scuola primaria;
- classi della scuola secondaria di I grado.
L’Amministrazione evidenzia che le deroghe sono state utilizzate soprattutto per salvaguardare situazioni territoriali particolari, piccoli comuni, plessi periferici o montani, realtà nelle quali la mancata attivazione della classe avrebbe potuto incidere fortemente sul diritto allo studio e sulla tenuta del servizio scolastico.
Viene tuttavia chiarito che tali deroghe non sono applicabili con la stessa ampiezza alla scuola secondaria di II grado, dove gli istituti sono collocati prevalentemente nei centri maggiori e dove le possibilità di aggregazione risultano più ampie.
Situazione della classe di concorso A023
Uno dei punti specifici affrontati riguarda la classe di concorso A023.
L’Amministrazione riferisce che la A023 rappresenta una delle principali novità dell’organico 2026/2027. Mentre nell’anno precedente erano stati assegnati più posti, quest’anno alla provincia di Frosinone sono stati attribuiti soltanto 3 posti.
Viene precisato che:
- nell’anno precedente i posti erano 16;
- per il 2026/2027 sono stati assegnati soltanto 3 posti;
- le tre sedi sono state individuate direttamente dal Ministero;
- l’Ambito territoriale non ha avuto margini di scelta nella distribuzione;
- non risultano titolari da tutelare su tale classe di concorso; pertanto, la riduzione non ha prodotto perdenti posto.
Nel corso dell’incontro vengono richiamate alcune scuole individuate, pur con precisazioni e richieste di verifica sulle sedi effettive.
Le organizzazioni sindacali osservano che sarebbe stato opportuno un monitoraggio puntuale sulla presenza di alunni stranieri, anche in relazione al criterio del 20% di alunni stranieri nella scuola o nel territorio. Viene segnalato che alcune scuole avrebbero una percentuale significativa di alunni stranieri e che la distribuzione dei tre posti non appare pienamente chiara.
L’Amministrazione precisa che l’individuazione è avvenuta dall’alto e che l’Ufficio territoriale non ha potuto operare scelte discrezionali.
Potenziamento
Ampia parte della riunione è dedicata al tema del potenziamento.
L’Amministrazione comunica che, rispetto all’anno precedente, vi è una riduzione di posti di potenziamento, in particolare:
- riduzione di posti di potenziamento nella scuola primaria;
- riduzione di posti di potenziamento nella scuola secondaria di II grado;
- mantenimento o vincolo numerico rigido per gli altri ordini di scuola, secondo le tabelle ministeriali.
Dai dati discussi emergono i seguenti numeri, riferiti al confronto con l’anno precedente:
| Ordine di scuola | Potenziamento anno precedente | Potenziamento 2026/2027 | Differenza |
| Infanzia | 31, ma con successiva precisazione su possibili compensazioni pregresse | 31 | -5 |
| Primaria | 117 | 115 | -2 |
| Secondaria I grado | 70 | 70 | invariato |
| Secondaria II grado | 178 | 170 | -8 |
Nel corso del confronto emerge tuttavia che, per la scuola dell’infanzia, l’anno precedente potrebbero essere stati effettivamente utilizzati più posti attraverso compensazioni tra ordini di scuola. L’Amministrazione chiarisce che quest’anno tale compensazione non è più consentita, poiché i numeri risultano blindati per ordine di scuola.
L’Amministrazione precisa di aver operato sul potenziamento con il criterio prioritario di evitare la creazione di soprannumerari. In particolare, laddove erano presenti pensionamenti, i posti di potenziamento sono stati ridotti in corrispondenza di tali cessazioni, in modo da non incidere direttamente su personale titolare. In caso di spezzoni orari coincidenti con un posto di potenziamento tali ore sono state incluse nel posto stesso per evitare ulteriori tagli di organico
Viene sottolineato che i soprannumerari eventualmente generati nelle scuole non derivano dalla riduzione del potenziamento in sé, ma dalla riduzione delle classi e quindi dell’organico complessivo di posto comune.
Le organizzazioni sindacali chiedono comunque di ricevere un file riepilogativo, anche in formato Excel, contenente per ogni ordine di scuola:
- il dato dell’anno precedente;
- il dato dell’anno in corso;
- le scuole nelle quali il potenziamento è stato ridotto;
- le eventuali motivazioni, con particolare riferimento ai pensionamenti.
Potenziamento le attività di sostegno
Viene affrontata anche la questione del potenziamento delle attività sostegno.
L’Amministrazione riferisce che, diversamente dal posto comune, sul sostegno si è potuta operare una trasformazione della natura del posto, al fine di salvaguardare il personale e ridurre il rischio di soprannumerarietà.
Viene fatto l’esempio di scuole nelle quali, a fronte di un certo numero di posti di sostegno e di posti di potenziamento, si è proceduto a modificare la distribuzione interna, trasformando alcuni posti di potenziamento in posti ordinari di sostegno o viceversa, mantenendo tuttavia la titolarità complessiva.
L’Amministrazione sottolinea che tale operazione è stata possibile solo entro i vincoli ministeriali e solo per le attività di sostegno. Sul posto comune, invece, non sarebbe stata possibile la stessa flessibilità.
Educazione motoria nella scuola primaria
Un ulteriore punto molto rilevante riguarda l’educazione motoria nella scuola primaria.
Le organizzazioni sindacali chiedono chiarimenti sulla possibilità di garantire le due ore settimanali per ciascuna classe quarta e quinta, come previsto dall’ordinamento.
L’Amministrazione chiarisce che la provincia di Frosinone non dispone di un contingente sufficiente per assicurare due ore a tutte le classi interessate. Viene riferito che anche per l’anno in corso non sarà possibile garantire il monte ore pieno a tutte le classi, come già accaduto nell’anno precedente.
Secondo i dati richiamati, risultano:
- 13 posti di cui 12 con titolare
- ulteriori ore ricondotte a posto;
- complessivamente un contingente insufficiente rispetto al fabbisogno reale.
Durante la discussione vengono effettuati calcoli sul fabbisogno effettivo. Considerando le classi quarte e quinte a tempo normale e a tempo pieno/prolungato, emergerebbe un fabbisogno molto più elevato rispetto ai posti assegnati. Viene indicato, a titolo di stima, che sarebbero necessari circa 72 posti per coprire pienamente le due ore settimanali su tutte le classi, mentre il contingente assegnato risulta di gran lunga inferiore.
Le organizzazioni sindacali chiedono all’Amministrazione di quantificare con precisione quante ore mancano per garantire le due ore in tutte le classi, al fine di poter rappresentare il problema anche a livello regionale e ministeriale.
L’Amministrazione dichiara la disponibilità a fornire il dato, precisando che la questione sarà oggetto di ulteriore segnalazione.
Sostegno e perdenti posto
L’Amministrazione affronta poi la situazione delle attività disostegno.
Viene precisato che i posti per le attività di sostegno sono stati più volte rielaborati, anche a causa di variazioni nei dati e della necessità di garantire un equilibrio tra numero di alunni con disabilità, disponibilità di posti e tutela dei titolari.
L’Amministrazione chiarisce che i perdenti posto su tali posti si generano nei casi in cui, in una determinata scuola, il numero di alunni con disabilità non è sufficiente a confermare il posto. Tuttavia, viene precisato che tali docenti dovrebbero trovare ricollocazione in altra sede della provincia
non risultano esuberi provinciali per le attività di sostegno
Il criterio utilizzato per la ricollocazione dei perdenti posto è stato duplice:
- presenza di un numero significativo di alunni con disabilità nella scuola di destinazione;
- vicinanza territoriale rispetto alla sede di provenienza, compatibilmente con la disponibilità dei posti.
L’Amministrazione spiega che si è cercato di evitare spostamenti irragionevoli da un capo all’altro della provincia, ma anche di collocare il personale in sedi con una maggiore stabilità futura, in modo da ridurre il rischio che lo stesso docente torni a perdere posto l’anno successivo.
Vengono segnalate alcune situazioni particolarmente delicate, come classi con un alto numero di alunni con disabilità, anche grave. Le organizzazioni sindacali evidenziano che in alcuni casi la concentrazione di più alunni con disabilità nella stessa classe può risultare didatticamente e organizzativamente insostenibile, anche laddove formalmente la scelta sia stata effettuata dal dirigente scolastico.
Soprannumerari e domande di mobilità
L’Amministrazione comunica i dati relativi alle domande di mobilità ricevute.
Domande di mobilità
| Ordine di scuola | Passaggi di ruolo | Passaggi di cattedra | Trasferimenti | Totale domande |
| Infanzia | 4 | — | 144 | 148 |
| Primaria | 38 | — | 199 | 237 |
| Secondaria I grado | 8 | 39 | 205 | 252 |
| Secondaria II grado | 54 | 193 | 310 | 557 |
| Personale educativo | — | — | 6 | 6 |
L’Amministrazione comunica inoltre i dati relativi ai perdenti posto.
Perdenti posto perle attività di sostegno
| Ordine di scuola | Perdenti posto sostegno |
| Infanzia | 17 |
| Primaria | 0 |
| Secondaria I grado | 4 |
| Secondaria II grado | 0 |
Perdenti posto su posto comune
| Ordine di scuola | Perdenti posto comune |
| Infanzia | 24 |
| Primaria | 25 |
| Secondaria I grado | 31 |
| Secondaria II grado | 43 |
Viene precisato che tali dati sono riferiti al quadro disponibile al momento dell’incontro e che potranno subire aggiornamenti in relazione a pensionamenti, rettifiche, verifiche e successive operazioni.
Le organizzazioni sindacali chiedono se vi siano situazioni destinate a produrre esuberi provinciali. L’Amministrazione precisa che, per il sostegno, non risultano esuberi provinciali. Per il posto comune, invece, il quadro dovrà essere ulteriormente verificato, anche alla luce dei pensionamenti e delle domande condizionate.
Pensionamenti e incidenza sui soprannumerari
Nel corso dell’incontro viene affrontata anche la questione dei pensionamenti.
Le organizzazioni sindacali chiedono se, nella determinazione dell’organico e nell’individuazione dei perdenti posto, siano stati già considerati almeno i pensionamenti d’ufficio.
L’Amministrazione spiega che il tema è complesso, poiché non sempre il dato relativo al pensionamento è immediatamente definitivo. Viene precisato che, anche in presenza di età anagrafica utile, possono esserci situazioni contributive non ancora certificate o casi in cui il lavoratore non raggiunge il requisito minimo.
L’Amministrazione riferisce che vengono considerati i dati certi presenti a sistema, ma che le certificazioni e i flussi INPS possono produrre aggiornamenti anche successivi.
Si chiarisce inoltre che, nei casi in cui vi siano docenti individuati come perdenti posto e successivamente si liberi un posto per pensionamento, il sistema può riassorbire il docente con maggiore punteggio, con conseguente annullamento o superamento della relativa domanda.
Le organizzazioni sindacali sottolineano l’importanza di avere dati quanto più possibile aggiornati, in quanto la presenza di pensionamenti può incidere sensibilmente sulla reale consistenza dei soprannumerari.
Scuola secondaria di II grado, istituti tecnici e professionali
L’Amministrazione richiama le particolari difficoltà incontrate nella lavorazione dell’organico della scuola secondaria di II grado, soprattutto in relazione alla riforma degli istituti tecnici e professionali.
Viene riferito che quest’anno il lavoro è stato particolarmente gravoso perché molte operazioni sono state effettuate manualmente sul sistema, intervenendo su:
- quadri orari;
- ore relative alle sperimentazioni;
- ore di flessibilità;
- articolazioni;
- indirizzi;
- situazioni legate alla riforma degli istituti tecnici.
Secondo quanto riportato, alcune scuole hanno avuto difficoltà a inserire correttamente i dati, rendendo necessari interventi ripetuti da parte dell’Ufficio. L’Amministrazione riferisce che fino al giorno precedente l’incontro sono state effettuate correzioni, verifiche e caricamenti.
Viene altresì precisato che la secondaria di II grado è stata l’area più complessa da gestire, anche per l’incidenza della riduzione delle 27 classi e per la presenza di classi articolate che negli anni precedenti avevano assorbito una quota significativa di organico.
Le organizzazioni sindacali segnalano la necessità che i dirigenti scolastici informino correttamente il personale e che le scelte operate non ricadano senza spiegazione sui docenti coinvolti. In particolare, viene richiamato il caso di alcune scuole nelle quali le decisioni del dirigente avrebbero determinato o aggravato situazioni di soprannumerarietà.
L’Amministrazione ribadisce che, nei casi in cui si è dovuto intervenire su classi successive alla prima, i dirigenti scolastici sono stati coinvolti e hanno potuto indicare la soluzione da loro ritenuta più opportuna.
Situazioni territoriali particolari
Nel corso della riunione vengono richiamate diverse situazioni territoriali e scolastiche.
L’Amministrazione chiarisce che è stata fatta una distinzione tra:
- piccoli plessi montani o territorialmente isolati, dove una classe con pochi alunni può essere giustificata dalla necessità di garantire il servizio;
- scuole collocate in centri più grandi o con possibilità di aggregazione, dove non è sostenibile mantenere gruppi da 10 o 12 alunni.
Viene affermato che una classe di 10 alunni può avere un senso in un piccolo comune montano, mentre non è giustificabile in un centro dove esistono alternative organizzative.
Le organizzazioni sindacali richiamano tuttavia la necessità di considerare non solo il dato numerico, ma anche:
- la presenza di alunni con disabilità;
- la complessità della classe;
- la distribuzione territoriale degli studenti;
- il rischio di impoverimento dell’offerta formativa;
- l’impatto delle scelte sui docenti e sulle famiglie.
L’Amministrazione risponde che tali elementi sono stati valutati, ma entro il limite insuperabile dei posti e delle classi assegnate.
Margini di modifica fino alla chiusura definitiva
L’Amministrazione precisa che, fino alla chiusura definitiva delle operazioni, sarà possibile intervenire su eventuali anomalie segnalate dalle scuole, quali:
- ore mancanti;
- ore assegnate in eccesso;
- errori di caricamento;
- incongruenze nei quadri orari;
- situazioni tecniche da riallineare.
Tuttavia, viene ribadito che non sarà possibile:
- aumentare il numero complessivo delle classi;
- aprire nuove classi non previste;
- sdoppiare classi se ciò comporta ulteriore organico;
- superare i contingenti ministeriali assegnati.
L’Amministrazione chiarisce che, laddove si volesse sdoppiare una classe, sarebbe necessario accorparne un’altra, poiché il numero complessivo deve restare invariato. Pertanto, il margine di manovra è definito come estremamente ridotto.
Serali e organico di fatto
Viene brevemente affrontata anche la questione dei corsi serali.
L’Amministrazione riferisce che, per i serali, sono stati tutelati i titolari, ma restano ancora alcune ore da attribuire in organico di fatto.
Viene precisato che, per ragioni di tutela del personale, si è cercato di evitare la generazione di perdenti posto, ma che la definizione puntuale dei serali potrebbe richiedere ulteriori passaggi successivi.
Le organizzazioni sindacali osservano che anche tale aspetto dovrà essere seguito con attenzione, soprattutto in relazione alle iscrizioni e alla reale consistenza dei percorsi.
Personale educativo e DSGA
L’Amministrazione comunica che per il personale educativo risultano 6 domande di trasferimento.
Per quanto riguarda i DSGA, viene riferito che non è ancora disponibile l’organico regionale e che, pertanto, non è ancora possibile procedere con un’informativa completa o con la gestione puntuale delle relative domande.
Le organizzazioni sindacali chiedono che, appena disponibili i dati regionali, venga convocato o comunque attivato un confronto specifico.
Osservazioni conclusive delle organizzazioni sindacali
Le organizzazioni sindacali prendono atto delle informazioni fornite, e ribadiscono la necessità di ricevere documentazione completa e dettagliata, in particolare:
- organico provvisorio per scuola;
- elenco dei soprannumerari;
- dati sui pensionamenti considerati;
- elenco delle scuole interessate dalla riduzione del potenziamento;
- dettaglio delle classi accorpate o non autorizzate;
- fabbisogno reale di educazione motoria nella primaria;
- ore mancanti rispetto alle due ore settimanali;
- dati aggiornati su sostegno e posto comune;
- tabelle di viciniorità.
Le OO.SS. sottolineano che tali informazioni sono necessarie non solo per l’attività sindacale, ma anche per fornire risposte corrette ai lavoratori, evitare allarmismi, prevenire errori nelle domande e garantire massima trasparenza nelle operazioni.
Viene inoltre ribadita la preoccupazione per l’impatto dei tagli sulle persone, sulle scuole, sulle famiglie e sulla qualità dell’offerta formativa, soprattutto in un territorio fragile e articolato come quello della provincia di Frosinone.
Le organizzazioni sindacali evidenziano infine che il rispetto della normativa non può prescindere da un’attenzione sostanziale alle condizioni reali delle classi, alla presenza di alunni con disabilità, alla tenuta dei piccoli plessi e alla salvaguardia del personale.
Chiusura della riunione
L’incontro si conclude alle ore 13:40.
L’Amministrazione si impegna a trasmettere alle organizzazioni sindacali la documentazione disponibile e a proseguire le verifiche fino alla chiusura definitiva delle operazioni.
Le parti si riservano ulteriori interlocuzioni qualora emergano criticità, anomalie o situazioni particolari da approfondire.