In data odierna si è svolto l’incontro di informativa e confronto relativo alla determinazione dell’organico di diritto del personale ATA per l’a.s. 2026/2027, con particolare riferimento alla distribuzione del contingente provinciale e alle ricadute sulle istituzioni scolastiche.
Nel corso della riunione l’Amministrazione ha illustrato i criteri utilizzati per la ripartizione dei posti, precisando che il quadro generale risulta condizionato da una riduzione complessiva del contingente, pari a 21 unità in meno rispetto alla dotazione precedente. Tale riduzione si inserisce in un contesto già complesso, segnato dal calo del numero degli alunni a livello provinciale e dalla conseguente contrazione dei posti generati dal sistema.
- 6 presso gli Istituti Comprensivi;
- 15 presso gli Istituti di istruzione secondaria di II grado.
L’Amministrazione ha chiarito che, pur in presenza di un organico complessivamente ridotto, si è cercato di salvaguardare il più possibile la continuità rispetto all’anno precedente, intervenendo con criteri di riequilibrio finalizzati a contenere gli effetti più penalizzanti sulle scuole. In particolare, è stato evidenziato che l’assegnazione delle unità di personale è stata effettuata tenendo conto non solo del dato numerico degli alunni, ma anche della complessità organizzativa delle istituzioni scolastiche.
Sono stati richiamati, tra i criteri considerati:
- il numero complessivo degli alunni;
- la presenza di più plessi;
- la distribuzione degli edifici su più comuni;
- la complessità strutturale degli immobili scolastici;
- la presenza di laboratori, in particolare negli istituti tecnici, professionali, artistici e alberghieri;
- la presenza di indirizzi musicali e tempi pieni;
- le maggiori esigenze di vigilanza nelle scuole del primo ciclo;
- la necessità di assicurare il funzionamento amministrativo e ausiliario delle scuole più articolate.
L’Amministrazione ha rappresentato che particolare attenzione è stata rivolta agli istituti comprensivi di maggiori dimensioni, soprattutto quelli caratterizzati da numerosi plessi e da una distribuzione territoriale complessa. È stato precisato che, nella maggior parte dei casi, tali scuole sono state riportate, per quanto possibile, ai numeri dell’anno precedente, proprio in considerazione della maggiore delicatezza organizzativa e delle responsabilità connesse alla vigilanza sugli alunni più piccoli.
È stato tuttavia evidenziato che non è stato possibile salvaguardare integralmente tutte le situazioni. In particolare, risultano due casi di soprannumerarietà nel profilo di collaboratore scolastico, riferiti a:
- I.I.S. “Tulliano” di Arpino;
- Istituto Comprensivo di Atina.
Per quanto riguarda l’Istituto Comprensivo di Atina, è stato sottolineato nel corso del confronto che la scuola presenta una situazione strutturale particolarmente complessa, con plessi dislocati su più comuni, edifici articolati su più piani e condizioni logistiche che rendono particolarmente gravosa la gestione quotidiana del servizio. La parte sindacale ha evidenziato che, pur comprendendo la necessità di applicare criteri omogenei, tali condizioni dovrebbero essere attentamente valutate anche attraverso relazioni tecniche, documentazione del RSPP e rappresentazioni puntuali delle criticità degli edifici.
L’Amministrazione ha preso atto delle osservazioni, precisando tuttavia che, a fronte del contingente disponibile, non era possibile reintegrare tutti i posti richiesti senza determinare ulteriori decurtazioni a danno di altre istituzioni scolastiche. È stato inoltre chiarito che, nel caso di Atina, il numero dei collaboratori scolastici risulta comunque elevato in rapporto al numero degli alunni, anche se giustificato in parte dalla complessità logistica dell’istituto.
Sul punto, la parte sindacale ha chiesto chiarimenti in merito alla distribuzione effettiva delle 21 riduzioni, domandando se esse fossero state applicate esclusivamente al secondo grado, come sembrerebbe emergere dall’impostazione ministeriale, oppure se avessero prodotto effetti anche sul primo ciclo. È stato osservato che, qualora la riduzione fosse stata prevista sul secondo grado, il contingente complessivo del primo ciclo avrebbe dovuto rimanere invariato a livello provinciale, salvo compensazioni interne.
L’Amministrazione ha precisato che la riduzione è stata gestita prevalentemente sul secondo grado, in coerenza con il quadro ministeriale, ma ha anche chiarito che il sistema genera automaticamente i posti sulla base dei dati aggiornati degli alunni e delle caratteristiche delle singole scuole. Di conseguenza, alcune istituzioni scolastiche possono risultare in diminuzione non per un intervento discrezionale diretto dell’Ufficio, ma perché il dato restituito dal sistema è inferiore rispetto all’anno precedente.
È stato inoltre precisato che, laddove possibile, l’Ufficio ha operato reintegrazioni e riequilibri, soprattutto a favore delle scuole del primo ciclo con molti plessi, cercando di evitare ulteriori perdenti posto. L’Amministrazione ha evidenziato che, nonostante la riduzione complessiva di 21 unità, il numero dei perdenti posto effettivi è stato contenuto a due unità, grazie a un lavoro di compensazione interna e alla presenza di pensionamenti.
La parte sindacale ha ribadito la necessità di disporre di un prospetto dettagliato che consenta di confrontare, scuola per scuola, l’organico dell’anno precedente con quello attuale, distinguendo tra posti generati dal sistema, reintegrazioni operate dall’Ufficio, eventuali riduzioni effettive e situazioni di soprannumerarietà. È stato evidenziato che tale quadro risulta indispensabile per poter fornire alle scuole e ai lavoratori informazioni corrette, coerenti e non contraddittorie.
L’Amministrazione ha rappresentato che i dati saranno visibili attraverso la pubblicazione dell’organico, delle titolarità e delle disponibilità, presumibilmente nei primi giorni della settimana successiva, una volta concluse le operazioni propedeutiche alla mobilità. È stato altresì precisato che alcune tabelle sono già state trasmesse alle organizzazioni sindacali, mentre ulteriori dati di dettaglio potranno essere approfonditi.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema degli assistenti amministrativi e degli altri profili ATA. L’Amministrazione ha riferito che, per il profilo degli assistenti amministrativi, la situazione è stata sostanzialmente salvaguardata, con un organico quasi interamente corrispondente a quello dell’anno precedente. Sono stati richiamati alcuni casi particolari di scuole che, per effetto dei dati generati dal sistema, non hanno raggiunto lo stesso numero dell’anno precedente, ma senza determinare necessariamente situazioni di perdente posto.
Per quanto riguarda le domande di mobilità ATA, l’Amministrazione ha comunicato che risultano complessivamente circa 286 domande convalidate, comprensive dei diversi profili. In via indicativa, sono stati richiamati i seguenti dati:
- circa 90 domande per il profilo di assistente amministrativo;
- circa 180 domande per il profilo di collaboratore scolastico;
- circa 23 domande per il profilo di assistente tecnico;
- alcune domande relative ad altri profili;
- 10 domande riferite ai funzionari e all’elevata qualificazione.
È stato inoltre precisato che vi sono state anche alcune rinunce e che le operazioni di mobilità dovranno essere concluse prima della pubblicazione definitiva delle disponibilità.
La parte sindacale ha chiesto particolare attenzione per le due situazioni di soprannumerarietà emerse, sollecitando l’Amministrazione a valutare ogni possibile soluzione in organico di fatto, anche alla luce dei pensionamenti e delle eventuali disponibilità che dovessero emergere successivamente. L’Amministrazione ha dichiarato l’intenzione di monitorare tali situazioni e di verificare la possibilità di intervenire in sede di organico di fatto, compatibilmente con le risorse disponibili e con il quadro autorizzatorio.
In conclusione, la parte sindacale ha ribadito la necessità di garantire la massima trasparenza nella pubblicazione dei dati e di accompagnare le scuole più complesse in una valutazione concreta delle esigenze organizzative, evitando che il mero dato numerico degli alunni diventi l’unico parametro di riferimento. È stato sottolineato che il funzionamento reale delle scuole dipende anche dalla struttura degli edifici, dalla distribuzione territoriale dei plessi, dalla presenza di laboratori, dalla sicurezza, dalla vigilanza e dalle specificità dei diversi ordini di scuola.
L’incontro si è chiuso con l’impegno a proseguire il monitoraggio delle situazioni più critiche, con particolare riferimento ai casi di soprannumerarietà e alle eventuali possibilità di recupero in sede di organico di fatto.